sistema museale di Pavia e della sua Certosa

Sistema museale d'Ateneo

La prestigiosa Università di Pavia conserva la sede originaria nel cuore del centro storico cittadino, affacciando l'imponente palazzo neoclassico su corso Strada Nuova, via centralissima che congiunge il Castello Visconteo al Ponte Vecchio sul Ticino.

Il complesso edilizio attuale nasce da una serie di innesti che ampliarono la sede originaria medioevale fino a occupare un'estesa area urbana: il progetto più consistente risale alla riforma istituzionale promossa dal governo asburgico di Maria Teresa d'Austria e Giuseppe II alla fine del Settecento. Un intervento che diede ordine e simmetria all'intera struttura con la dispozione regolare degli edifici intorno ai grandi cortili quadrati.

La facciata principale dell'edificio posta su corso Strada Nuova è un esempio dell'architettura semplice e lineare che caratterizza anche l'interno: una successione di ampie finestre disposte su due livelli interrotte dal portone d'ingresso limitato da doppie colonne neoclassiche. Da qui si accede al primo dei cinque cortili disposti in parallelo a Strada Nuova. Il percorso di visita tra i cortili dell'Università è un viaggio nella storia degli uomini che l'hanno portata alla fama internazionale, rappresentati in statue in marmo:

gli illustri professori universitari sono disposti sotto le arcate del porticato del cortile centrale. Procedendo a sinistra, il primo cortile ospita l'imponente scultura di Alessandro Volta, mentre nel successivo trova posto il monumento ai Caduti della prima guerra mondiale.Le collezioni scientifiche dell’Università, in parte organizzate in strutture museali e in parte afferenti ai dipartimenti di pertinenza, sono confluite nel Sistema museale d’Ateneo, recentemente istituito per la gestione e la promozione di tutto il patrimonio storico scientifico universitario. Questo, raccolto prevalentemente a partire dalla seconda metà del Settecento sotto l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, è stato per lungo tempo appannaggio di una ristretta cerchia di persone, legate al mondo accademico in veste di docenti o di allievi.
Da alcuni anni, il Museo per la Storia dell’Università, che comprende preparati di Medicina il cui nucleo originale risale al Gabinetto di Anatomia di Antonio Scarpa e strumenti di Fisica tra cui quelli del Gabinetto di Alessandro Volta, e l’Orto Botanico, legato alla figura di Giovanni Antonio Scopoli, hanno instaurato un rapporto diretto con il pubblico, favorendo l’accesso alle scolaresche e ai comuni visitatori. Lo stesso avviene per le collezioni zoologiche di vertebrati del Museo di Storia Naturale, la cui costituzione risale al 1771, grazie al biologo Lazzaro Spallanzani, e che è in attesa della sede definitiva per l’allestimento di un grande museo di fruizione pubblica permanente.
Presso il Dipartimento di Scienze della Terra ha sede il Museo di Mineralogia, il cui nucleo originale deriva dall’antico Museo di Storia Naturale. Strutturato in una sezione mineralogico-cristallografica e una petrografico-mineraria, comprende oltre 8.000 reperti, organizzati in una parte di sistematica e una regionale e di ’grandi campioni’.
Per iniziativa dell’Università e con il concorso degli Enti locali e della Regione Lombardia, è stato inoltre di recente costruito il Museo della Tecnica Elettrica, che descrive i vari percorsi delle applicazioni dell’elettricità fino ai nostri giorni. Il patrimonio del Museo consiste nella collezione universitaria, raccolta presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica, e in due nuclei provenienti dalle collezioni SIRTI e ENEL.



Immagine dell'Ateneo, sede dei Musei dell'Università

Museo della Tecnica Elettrica
Museo per la Storia dell’Università
Museo di storia naturale
Orto botanico
Museo di Mineralogia

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