Nel gennaio 2004 si è costituito il Sistema museale di Pavia e della sua Certosa attraverso una convenzione siglata dal Comune di Pavia, dall’Università degli Studi di Pavia, dalla Diocesi di Pavia e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività culturali) e con il sostegno della Provincia di Pavia e della Regione Lombardia (Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie della Lombardia).
Scopo del Sistema è promuovere le storiche testimonianze artistiche e scientifiche del territorio pavese.
Città d’arte tra le più illustri della Lombardia, Pavia ha infatti una storia secolare e una cultura artistica e scientifica di primaria importanza, testimoniate dal ricchissimo e variato patrimonio dei Musei Civici e dei Musei e raccolte dell’Università, nonchè dalla collezione di recente allestita nel Museo annesso al Monastero della Certosa.
La valorizzazione di tale patrimonio trova sviluppo con la programmazione di interventi da realizzarsi in gestione associata, per perseguire finalità coerenti con la missione di ogni museo, ma anche nella prospettiva di creare nuove sedi espositive volte ad ampliare l’offerta culturale di Pavia. Nella logica di Sistema il coordinamento dei programmi per la costituzione di nuove strutture museali dovrebbe consentire di creare percorsi culturali d’eccellenza in sintonia con le innumerevoli potenzialità del territorio: il Comune di Pavia ha infatti in progetto la costituzione del Museo della Città, della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, e del Museo del Parco e della Città viscontea nel Castello di Mirabello, mentre l’Università ha in programma un allestimento definitivo per il Museo di Archeologia e il Laboratorio di Camillo Golgi nelle loro sedi storiche. L’Ateneo ha inoltre in progetto la realizzazione di una nuova area museale accanto al Museo della Tecnica Elettrica, nel Polo Scientifico dell’Università, con la costruzione della sede definitiva del Museo di Storia Naturale e l’istituzione del Museo di Storia della Scienza e del Museo dell’ICT (Information Computer Technology).